Giorno 24 – Cosa faresti con 1 milione di euro?

Beh, dopo un infarto al miocardio e dopo essermi controllata la pressione arteriosa, farei tante cose:

… per prima cosa: non andrei più in ufficio. *pernacchia* *pernacchia* *pernacchia*

… farei il giro del mondo (sogno irrealizzabile di una vita) per poi tornare alla vita di prima solo più serena.

… comprerei un piccolo appartamento nel cuore di Londra.

… aiuterei la mia famiglia.

… farei felice gli amici togliendo loro qualche sfizio.

… farei beneficenza.

… magari attraverserei il paese nuda, vestita solo dei miei soldi e tacchi alti.

Adesso che ci penso, un’altra opzione sarebbe quella di comprarsi un villaggio turistico e rimanere lì in vacanza a vita… Oppure raggiungere Merlino ad Honolulu!

Non lo so, sono ancora indecisa.

Comunque, i confetti non sono per i somari; e quindi non ci pensiamo più e fammi andare a lavorare.

Giorno 22 – Il tuo primo cagnolino

Mi ricordo benissimo: era un batuffolo bianco. Un meticcio, regalatomi da nonno Donato. Flocchi, così l’avevo chiamato, é stato il mio compagno di giochi di qualche estate fa, quando nella mia testolina ancora regnava la spensieratezza e non c’era posto per l’angoscia.

Peccato che giocando e rincorrendoci (con la solita grazia che mi contraddistingue) gli sono disgraziatamente cascata addosso… Sciancandolo! Certo che non gli è andata bene a Flocchi, visto che già all’epoca ero molto simile alla bambina descritta nella vecchia sigla della Goggi:

“Cicciottella è una bambina
fatta a forma di bignè
i capelli son di zucchero filato
ha le braccia di candito
beve solo malvasia,
ma consuma per mangiar
tutta quanta l’energia.”

Comunque, nonno qualche giorno dopo l’incidente è venuto a prenderselo. Mi ha detto che l’avrebbe portato in qualche bella fattoria, dove qualcuno si sarebbe preso cura di lui. Non so se mi ha detto proprio tutta la verità, spero però che Flocchi mi abbia perdonato…

Bau-Bau!

Giorno 18 – Descrivi in “twitteriano” (cioè in 280 caratteri) una giornata ideale

Trovare tanto sonno, x poter dormire più a lungo; ma non sola. 1 bella passeggiata lungo il Tamigi: in 1 mano 1 caffè e nell’altra la sua, gironzolando per Camden tutto il giorno x poter giungere a Somerset House x il tè delle 5. Il tutto in un incantevole giornata d’autunno…

(C’é l’ho fatta quasi subito… E sono stata anche brava. Sono solo 276 – LOL)

Giorno 15 – Il più bel ricordo della tua infanzia

Senz’ombra di dubbio: tutte le estati passate in Italia con i miei cuginetti… Beh, “netti” – Oramai siamo cuginotti, perché – ahimé – siamo cresciuti.

Ma non sono svaniti i ricordi… Quelle estati da metà anni 80 a metà anni 90 sono senza dubbio entrate a far parte del patrimonio stabile della mia memoria. Quelle lunghe settimane di ferie passate nel mio Salento. Io e i miei cugini passavamo i pomeriggi a giocare in quella grande casa vicino alla scuola elementare del paesello. La stessa casa che aveva visto nascere e crescere un sacco di fratelli, sorelle, cugini e nipoti. C’era posto per tutti ed erano tutti i benvenuti. Sembrava di trovarsi dentro il musical di Garinei e Giovannini.

Ci divertivamo a rincorrerci. Perché quando sei piccolo gioisci così, correndo senza meta, improvvisando giochi di ogni tipo, saltando la corda e andando in bici. Di quei pomeriggi senza fine e senza limite, mi ricordo tante, tantissime risate, la spensieratezza e quando per merenda ti slurpavi il calippo o il cornetto Algida. E poi loro: gli imperdibili gavettoni! Venivo sempre presa d’assalto dai maschietti, perché non ero né agile né veloce (data la mia nota paffutaggine). Nonostante ciò preferivo di gran lunga stare lì che andare al mare con mamma, papà e il mio fratellino, con il quale non si perdeva certo occasione di attacar briga. Sì, ero una bambina dall’indole dispettosa e testarda; „virtù“ che nel tempo sono diventati elementi costitutivi della mia personalità.

La mia infanzia é stata a dir poco idilliaca. Quasi kitsch… A volte penso di rappresentare l’ultima generazione, la quale più grande preoccupazione dell’epoca era come vestire Barbie per l’appuntamento con Ken.

Giorno 12 – Ultimi 2 film visti

Victoria e Abdul

“Ispirato a fatti realmente accaduti… per lo più.”
Un’amicizia impossibile, una favola d’ altri tempi, “Vittoria e Abdul” riscrive l’attualità per dimostrare che lo straniero non è (sempre) una minaccia. Il film affronta il problema dell’integrazione con la potenza di una storia vera. Tutti avremmo bisogna di una Vittoria che si prendesse cura di noi, per trovare un rifugio sicuro nelle nostre fatiche quotidiane.
Detto ciò, non posso non sottolineare la straordinaria Dame Judi Dench: una sovrana coinvolgente.

Kingsman – Il cerchio d’oro

Sequel riuscito. Secondo me. Questa volta per salvare il mondo i gentlemen inglesi avranno bisogno dell’aiuto dei cugini americani, gli Statesman.
E poi c’è lui, il mio beniamino e quasi italiano: Colin Firth, che secondo me, può anche interpretare una pianta grassa, che sta lì, immobile per due ore e io gli darei l’oscar, l’orso d’oro di berlino e il David di Donatello!
Chicca? Il cameo di Elton John, che con quell’aura glam rock, interpreta sé stesso… ESILARANTE.
Ma la vera sorpresa è senza dubbio Julianne Moore che interpreta la villain Poppy Adams. Non l’ho mai vista vestire i panni di un inquietante megera.
Tasso alcolico esageratamente alto, tanto sangue, carne macinata per cannibali (n’angooooscia), qualche ossa fratturata e una storia zeppa di intrighi e suspense.

Giorno 9 – Tre tue caratteristiche bislacche

1)
Non riesco a concentrarmi su (quasi) niente… Sono sempre fra le nuvole. Con fare nervoso, non riesco né a fare qualcosa né a stare in un posto senza pensare incessantemente alla prossima mossa da fare. #scheggiaimpazzita

2)
Quando scribacchio una nota su un post-it, la trascrivo sempre in bella copia, anche se so che comunque da lì a poco, sia la brutta che la bella copia verranno cestinati. #fuoricomeunbalcone

3)
Non ho più l’ombelico. E niente… È andata così. #extraterrestre

Giorno 6 – Pensi che il tuo segno zodiacale rispecchi la tua personalità?

Fammici pensare… Ecco, in effetti: sì.

Dicono di noi Acquario che siamo dotati di una creatività immane, che accomuna l’originalità all’indipendenza… Che siamo generalmente stabili, ma inclini ad improvvisare cambiamenti di opinioni, idee, pensieri e piani. É vero. E un continuo: “Credo che prenderò il tram… No, magari é meglio se vado in macchina… Sì, ma se non trovo parcheggio poi? Vedi che é meglio andare in tram? Maaaahhhh… Però poi devo aspettare mezz’ora in stazione, perché non c’é la coincidenza… Bene, prendo la macchina… Eh, ma siamo sicuri? No, dico e se poi la metto lì e mi fanno la multa? Vale la pena andare in tram. Deciso. Vado in tram…” – quindi esco di casa e mi siedo al volante del mio “bolide”. Questa comunque è la versione integrale di quello che quotidianamente accade nel mio cervello per ogni decisione che devo prendere, anche la più piccola.

I comuni mortali la chiamano titubanza… Per noi è solo una innata forza di volontà nel prendere una decisione e la voglia di nuovo, di varietà e di progresso ci porta ad analizzare tutte le possibilità proprio perché amiamo la libertà.

Infatti, tutti I siti d’astrologia e illustri astrologi convengono in una cosa: l’Acquario é uno spirito libero. Proprio come l’aria, l’elemento che ci rappresenta: l’energia ha bisogno di uscire fuori con una azione mentale, con idee e pensieri. Ebbene si, siamo di mentalità aperta ed espansiva e non ci piacciono le convenzioni… Siamo geniali e innovatori, è spesso dei veri artisti, proprio come lo sono Totò, Virginia Woolf, Bob Marley e Cristiano Ronaldo.

Giorno 2 – Tre libri sugli scaffali della mia libreria

– Il libro che ho letto un’infinità di volte: “Il diario di Anna Frank”; la coraggiosissima ragazzina ebrea divenuta simbolo della Shoah. Anne, nonostante fosse costretta alla clandestinità insieme alla famiglia per sfuggire alle persecuzioni e ai campi di sterminio nazisti, scrisse frasi del tipo: “Io non penso a tutta le miseria, ma a tutta la bellezza che ancora rimane.“ Resilienza.

– L’ultimo (libro) arrivato: “Le donne erediteranno la terra”; Ebbene si. Secondo Aldo Cazzullo, questo sarà il secolo del sorpasso della femmina sul maschio. “L’Italia é più indietro. Certo, le donne fanno le astronaute e dirigono il Cern di Ginevra. Sono donne il sindaco della capitale, il presidente della Camera, il numero due del governo, I direttori delle principali carceri, gli amministratori o I presidenti di molte case editrici: tutti sostantivi che dovremo abituarci a declinare al femminile. Ma le ingiustizie ei pregiudizi non sono finite. E questo spesso genera tra le italiane scettiscismo, sfiducia, frustrazione.”

– Il libro che mi ha fatto tanto emozionare: “Fuori piove, dentro pure, passo a prenderti?” – De l’esordiente Antonio Distefano Dikele. Classe 1992. Nato a Busto Arsizio, da genitori angolani. Un fenomeno… Per me. Scrive: “… Solo la geografia ci separa. Non siamo dello stesso colore, ma siamo dello stesso amore.” – Secondo me quando ha scritto questa frase pensava a me… A noi.