Da grande farò la scrittrice o la giornalista… Vediamo.

… No, non é vero. Questa „illuminazione“ mi é venuta solo qualche tempo fa. Da piccola credevo di diventare (in quest’ ordine): la maga (preferibilmente di magia bianca, anche se il nero va con tutto), la poliziotta (col cane poliziotto, il marito poliziotto…), la maestra d’asilo (ma la mia rinomata pazienza non me lo ha permesso), la dottoressa (pediatra) e poi l’assistente di volo (ma per ovvi motivi morfologici, non é stato possibile)… ma la scrittrice mai. Anche se conosco a memoria tutte le puntate della „Signora in giallo“ e venero Jessica Fletcher. Vorrei anche io starmene nella mia casetta sulla scogliera di un paesino sperduto nel Maine, seduta a quel bel tavolo lavorato a mano, con la mia tazza di caffè (del servizio buono) a scrivere sulla macchina da scrivere e a rompermi le dita ogni volta che manco un tasto! Perché tanto lo so che lo mancherò uno si e uno si. Beh… Fantasticherie. Comunque… Ho incominciato a scribacchiare qualche mese fa… E ho pensato di raccogliere in questo post alcune delle mie storielle che finora avevo pubblicato solo su Facebook prima che la mia amica Daniela mi facesse na testa tanta per farmi aprire il blog (Grazie Dani! You know…) Lo so che qualcuno le avrà già lette… Ma anche queste mie piccole “creature” (o mostriciattole, che dir si voglia) hanno diritto ad essere menzionati! 🙂

 

31 agosto 2015

stazione di olten. ore 16. un tipo (abbastanza sgraziato) sulla 40ina, con la panza degna di un 14esimo mese di gravità e con una lattina di birra XXL in mano mi si avvicina con fare sospetto e mi chiede: “heisset sie frau degen?” – ma io? ho la faccia di una signora degen? gli rispondo appena un cincinin scocciata: “nei.” e poi riprende (aridaje): “ig ha gmeint sie sind frau degen”, e mi regala un sorriso a due denti canini che secondo me ballano tanto e se non sta attento gli finiscono nella lattina! scocciatissima (e a malapena impaurita) scappo… eeehm… vado via e mi chiedo: degen? ma avrò una faccia da espinoza, caccamo, rompipapoulis… ma degen… ma degen de ché???

 

4 settembre 2015

okay… ammetto che é da tanto ormai che mi sento insultare causa la mia ciccia. ma in tutto questo tempo, non dico “evolversi”, perché per questa razza buzzurra di cercopitecho fesso é impossibile pensarlo, ma un minimo di creatività me la sarei aspettata. che delusione. comunque… esco dal chiosco con un gelato in mano (fanculo la dieta) e questi quattro esemplari stavano li. mi guardano. si guardano tra di loro. poi il capobranco si appresta a partorire il suo pensiero (pensiero… mah…) “heeey… trippona! i gelati fanno ingrassare!” io penso subito che é proprio carino a preoccuparsi della mia salute, ma le risatine meschine da parte dei suoi compagni di pulci mi hanno fatto pensare che forse si trattasse di un insulto bello e buono! quindi mi sono semplicemente girata, ho dato un occhiata alla miseria di “uomini” che mi si presentava li davanti e lentamente in modo che potessero captare appieno le mie parole ho risposto: “bravo. ma sei un genio. si, il gelato fa ingrassare. ma vuoi mettere una bella panza piena e felice a quella testa di cazzo che porti in giro assolutamente priva di materia grigia come la tua?!” non penso che abbia capito. aveva lo smarrimento negli occhi. dopodomani quando le sue sinapsi avranno fatto il proprio lavoro (scommetto che nel tempo libero queste non facciano i velocisti) capirà e s’incacchierà taaaanto…

 

10 settembre 2015

Oggi ti ho letto. Per caso. Facendo pulizie d’estate inoltrata (o autunno in anticipo). Non mi ero ancora disfatta delle tue mail. Ma tranquillo: Ho recuperato all’istante! Non voglio rischiare un altro coccolone quando vedo scritto il tuo nome. Probabilmente non mi libererò mai di te. E aggiungerei: Purtroppo. Mi hai illusa, presa in giro, preso quello che più di bello ho in me, e poi te ne sei andato, così. Senza spiegare bene il perché. Apparentemente perché era GIUSTO COSÌ! Giusto. Tu non sai nemmeno sillabarla questa parola. Mai vista una persona cosi poco integra e cosi tanto insicura. Nel tuo ultimo mail mi dici che ti guarderai bene dall’innamorarti di qualcun altro che non sia io, se effettivamente poi le cose dovrebbero andare male con lei… Cioè… Peggio… Aspé: Cosa c’è dopo peggio? Cioè, fammi capire: Se dopo che quella megera (che te ne ha comunque già combinato di tutti i colori compresi piatti volanti e scassamento di macchina volontaria) non ti volesse più, dopo che hai lasciato le tue 3 figlie qui in Europa e hai scelto di vivere insieme a tuo figlio di 8 anni in una remota ed inesplorata pampa del sud America perché volevi seguire lei, dopo esserti preso dell’idiota (e peggio) e addossato colpe non tue… Dopo tutto sto marasma, SE ti venisse in mente di lasciarla e tornare per di qua, tu, hai già deciso deliberatamente che non t’innamorerai di nessun’altra donzella perché prima vuoi vedere come sto messa io? Per fare cosa? Per poter riprendere? Da quale capitolo scusa? Prima o dopo avermi dato l’angoscia per quasi un anno? Prima o dopo avermi fatto perdere i capelli e il buon senso? Verso la fine mi hai anche azzittita! Beh, il cuore me l’hai spezzato per sempre, ma a farmi smettere di proferire parola, questo no. E, giusto per intenderci, se stai pensando o penserai in un futuro (perché lo farai) anche LONTANAMENTE a contattarmi per fare un “check” del mio attuale status sentimentale, sappi una cosa: prima di considerare ma nemmeno vagamente di riprendere qualsiasi forma di contatto con te, certamente preferirei accoppiarmi con un una tigre del caspio, che per la cronaca: è estinta! E che caspio!

 

7 ottobre 2015

berna. 6:30 del mattino. buondí. buongiorno a tutti, buongiorno mondo, buongiorno sole (sole… cosí si fa x dire) comunque: ah, sia ringraziato il cielo mi sveglio e sono sana! con questa positivà donatami da chi sa chi, esco di casa e mi avvio verso la stazione. fuori non é freddissimo, anzi. in mano ho la mia borsa e una piccola busta del “chicorée”… no, non una busta de cicorie da fare con le patate, ma una busta del noto negozio d’abbigliamento. ebbene. io mi sto facendo i cavoli miei (tanto x rimanere nell’argomento verdurolo che sicuramente avranno le loro proprietà benefiche ma secondo me: vomitevoli). mi viene incontro una ragazza con una borsa da urlo, vestita bene e truccata anche meglio. evidentemente ho a che fare con una fashion blogger… ammirando il suo portamento armonioso accenno un sorriso come a dirle “complimentoni, alla grande” lei non solo non ricambia il saluto ma mi fredda dicendomi: “haha… vai in giro con quella busta. ma cosa vuoi comprare tu in quel negozio?”, con un orribile protervia… (x tutti quelli che sono all’oscuro di questa notizia di prestante attualità: il negozio in questione vende vestiti che vanno dalla XXXXXS al massimo la S, tipo che cerchi una L ti segnalano a greenpeace come cetaceo in via d’estinzione) insomma, la tipa con un fare abbastanza seccante e molto infastidita dal mio essere, si allontana. ora. si, mi si era bloccata la crescita per qualche secondo MA la malcapitata non sa che dopo la concitazione con una battuta del genere m’invita a nozze: “scusa… e il negozio dove ti rifornivi di pezzi di ricambio per quel cervello a buon mercato che ti ritrovi quand’é che é stato chiuso? aripijate…”

 

4 novembre 2015

Non credo a quello che vedo ogni giorno… Mi riferisco alla stupidità delle persone. E quel ché peggio è che ogni giorno questa stupidità viene esibita davanti ai miei occhi con tale spudoratezza che per il mio intestino sensibile è nella top five dei motivi che mi provocano il vomito e la dissenteria in stereo. Con crampi e gonfiori di pancia annessi, of course, che ti lasciano sulla tazza con la testa china sul lavandino per ore… Mentre per questa gente è proprio il contrario. Soffrono di stipsi. Al cervello. Roba che per colpa di questa neuro-congestione diventano paonazzi e rischiano di soccombere ad una tragica implosione. Che in questo modo i neuroni possano tornare al posto giusto e le loro menti cafone riorganizzarsi ed evolversi? Mah…

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