The pearl of the Danube

Someone said: „once a year go some place you have never been before“. So I did. With my brother we visited Budapest. A magnetic city where Celts, Romans, Huns, Germanic tribes, Slavs and at the very end, the Magyars left their marks. What a potpourri of ethnicity… And the traces of all of them are still visible as far as the eye can see.

We landed in a crowded city. In fact, 20% of Hungary’s population lives in Budapest. The well-informed man on the „hopp-on/hoff-off“-bus said so. Yes. He told us that every 5th person in Hungary is a „Budapester“. Oh, and I was truly surprised to find out, that the so-called capital of freedom is two cities in one: Buda, a city on a hill where you can find the Castle and Pest, the flat land across the Danube where all the modern fun takes place.

Okay, I don’t wanna write a Wikipedia-entry, but let’s talk about climate: I would never think, but Budapest is hot. I mean: HOT. Literally. Not only because it has more thermal springs than any other city in the world. It is warm or actually: very, very warm. It has as much summer sunshine as many Mediterranean resorts. But we experienced also one of those sudden heavy showers. OMG! It was raining cats and dogs… But fortunately, we found a shelter at Nagy Vásárcsarnok… No, I cannot pronounce it neither, so for all not-hungarian among us: It is simply the great Market Hall…Budapests big and oldest indoor market who is offering meats, pastries, candies, spices, and spirits such as paprika, tokali and caviar. The second floor has mainly eateries and souvenirs. And a multitude of people. They are everywhere. Not really a place to be for a claustrophobic folk.

What an eclecticism; you can see ancient, (neo) gothic, renaissance and byzantine buildings along its streets. One of my favorite was the Mátyás-templom, the roman catholic church in front of the Fisherman’s Bastion at the heart of Buda’s castle district. I have seldom seen such a magnificent church and a picturesque surrounding area. The other place I fell in love with, was the great synagogue in Dohány street, with the onion domes (yes, onion). We just had to go inside and have a look… What I saw was just „wow“… Internal frescoes made of golden geometric shapes. Men sit on the ground-floor, while the upper gallery, has seats for women. I cannot explain the feeling i had while walking through the Holocaust memorial park who is in the rear courtyard… I was getting a little bit sad. Or maybe I just realized what happened there a couple of decades ago.

How to reach all those wonderful sites, landmarks, utcas, térs and úts? By bus, tram or underground! After London (my Love), Budapest has the oldest underground train system in Europe. So you can easily move around. Yes, because there are more than 40 theaters and over 100 museums and galleries and you can impossible just walk the whole day and night through. It is also in the spotlight for the copious festivals (very famous ones), concerts and events.

What else? Oh, yes… A lot of famous kids were born in Budapest: the statesman Gyula Andrássy, the charming actress Zsa Zsa Gabor, the magic Harry Houdini, the virtuoso pianist Franz Liszt and last but not least, well… the aphrodisiac Ilona Staller!  🙂

Budapest welcomed us with their friendly people, the smell of good food in the air, yelling custodian (I almost suffered a heart attack, just because I was taking a picture inside a museum), kind waiters who never laughed at me because of my funny Hungarian pronunciation (I couldn’t order a „McReggeli“ at McDonalds without a smile) and the amazingness of its history…

apro parentesi. osservo la gente. chiudo parentesi.

ebbene si; ogni tanto quando non ho proprio voglia di tornare a casa, mi fermo in qualche caffè o bar per scrivere o cazzeggiare online. mi piace tantissimo osservare la gente, il loro modo di fare, come si muovono, le azioni che compiono, come sono vestite, come camminano, quello che dicono e come reagiscono in determinate situazioni. per me sta tutto nella creatività; usando i momenti di osservazione, cercando d’indovinare la storia di una persona senza sapere nulla di lei e godendosi il divertimento di quella che, a ben vedere é una novella scienza sociale.

esempi? ne ho a bizzeffe… eccone alcuni:

la coppietta al quanto strana.
lì seduti ad un tavolino del bar. lui ha dei tratti somatici asiatici mentre lei sembra abbastanza di questa zona. stanno parlando. vabbé; diciamo che lui sta parlando il più del tempo… e in modo abbastanza autocelebrativo. non sento quali perle di saggezza stia elargendo, ma lui sembra molto preso dalle sue parole e di tanto in tanto le tiene la mano, forse per sentirle furtivamente il polso, visto che secondo me, lei non é proprio presissima da quello che le sta animatamente descrivendo, e quindi c’é un alto rischio che la malcapitata abbia un attacco di narcolessia! lui, é evidentemente un „maitre à penser“, si ma con la faccia da beota nato. di quello insomma che vuole piacé… col tatuaggio tribale sul braccio e maglietta fina, tanto stretta al punto che… non ci si deve immaginare nulla, perché da sotto si intravede un’azzeccatissima maglietta della salute. molto ma molto „chic“ come ogni contabile della mala che si rispetti! lei é scoglionatissima. secondo me sta pensando a quella dannata colite che non se ne vuole andare, il colon irritabile e la pancia gonfia. e lui continua. lei prova ad accendere una sigaretta, vedi mai che é un salutista incallito (anche se un po’ di pancetta traspare) e disgustato dal tabacco prenda il largo! ma niente, é un brucaliffo anche lui! ääääääähhh… cosa deve fare una donna per scollarsi di dosso un essere rivoltante che ogni tre per quattro caccia la lingua come una lucertola (in effetti ha delle sembianze morfologiche simili) e che cerca sempre di incollarti un bacio… ah, se ne vanno… mannaggia, mi sarebbe piaciuto sapere come andava a finire la telenovela.

… e se ne va anche quello che si é appena bevuto 3 litri di birra.
da come cammina non deve essere la prima oggi. secondo il motto „barcollo ma non mollo“ lui si fa strada verso casa. sempre se riesce a trovarla. casa sua. ouuufffff… ha lasciato alla barista più di 6 franchi di mancia! 🙂 una spina abbastanza salata!

e poi c’é lei: l’immancabile business woman.
na scheggia impazzita. secondo me la sua giornata é cominciata male, poverina, non avendo tempo per la messa in piega, ha asciugato i capelli con l’aeresol e ora ha un acconciatura „crespo-nuvola“. é tutta presa dai suoi appunti e in mano ha mille cose. mentre parla al telefono con new york e chiude un affare via e-mail con tokyo, chiede alla barista un panino caldo. ma quando questa glielo porta non é caldo abbastanza. con dei modini abbastanza affabili (tipo scaricatore di porto, con sintomi premestruali) le chiede di fare il suo lavoro e di riscaldare bene la pietanza – „non sei manco capace di riscaldare il pane?“ quindi la giovane inesperta fa retromarcia e con l’arroganza unita alla sfacciattagine che „la donna di mondo“ le ha riservato, secondo me il panino glielo brucia e le porta le ceneri… col cianuro.

due amiche che parlano delle loro imminenti vacanze.
„si, io vado a bari!“, penso: possibile che due ragazze svizzere, che sono abituate a lloret de mar, mallorca e santorini vadano a passare le vacanze a BARI? premetto: sono pugliese, salentina, per essere precisi, e la mia terra é la più bella del mondo, ma m’insospettisco ancora di più quando euforicamente pensano alle escursioni che vorranno fare nella giungla… che sarà una vera e propria avventura… che non vedono l’ora di vedere tutti quei animali esotici… a bari? ma che miiiink… hanno esportato il toporagno d’acqua di sumatra e il vespirtilio del guatemala a bitonto? dopo 10 minuti in cui pensavo di essere completamente fuori di cotenna, una delle due dice: eh sii… abbiamo pensato allungo se optare per l’indonesia o la malesia, ma poi ci siamo decisi di esplorare baLi. bali… non bari! *facepalm*

basta. devo andare a casa. é giunta l’ora.