Scusa se non ti chiamo (più) amore…

Un lunedì mattina come altri. Letargici più che altro. Ore 8. Squilla il telefono. GIA??? Okay…

„Pron…“

„… Insommaaaaa! Certo che ha una bella faccia tosta! Ma come si permette?” – Beh, sarebbe più facile per me spiegare il perché mi permetto di fare non so che cosa, se capissi chi ho al telefono, il motivo di questa leggera collera e perché con quest’urlo degno di un re della giungla mi rompe il timpano prima che io possa fiatare!

Il pazientissimo signore inviperito che ho al telefono è stato vittima di un brutto colpo tiratogli dalla (quasi ex) dolce metà. La signora, visti i primi sintomi presentati dal marito nelle ultime settimane, ha deciso di prendere in mano la situazione ed improvvisarsi Sherlock Holmes. L’astuta coniuge sapendo che grazie alla legge svizzera sulla privacy, non sarebbe mai potuta risalire a nessuna informazione sul conto del marito, ha assoldato il suo „Watson“ e lo ha fatto chiamare il numero verde della compagnia telefonica. Questo spacciandosi per il titolare, aiutato dai suggerimenti della signora è riuscito ad oltrepassare l’ostacolo del controllo d’identità.

(PARENTESI: Sinceramente credo che ci siano ancora delle lacune nel sistema d’identificazione del cliente. Ma sai, se non hai a disposizione raffinati software usate dalla NASA e l’FBI, risulta difficile capire se sentendo una voce maschile, che risponde in modo correttamente a tutte le domande di verifica, il tuo interlocutore sia veramente il cliente in questione o una marionetta di una femmina pluricornuta con in mente un piano machiavèllico per farla pagare al fedifrago. CHIUDI PARENTESI)

Il collaboratore, convinto di essere in linea con il legittimo proprietario del numero, ha inviato il tabulato delle comunicazioni all’indirizzo contrattuale. La signora, intercettando la posta é così riuscita a risalire alle telefonate e ai messaggi inviati dal marito ad un numero sospetto a lei sconosciuto…

Sconosciuto finché, chiamando proprio questo numero si è ritrovata a chiacchierare con la segretaria dell’infedele, che con questo nome, sono sicura, la sa assolutamente lunga: Casanova!

E ora te la prendi con me? Apparte che se proprio ci tieni a limonare con la gentile signorina, fatti furbo e annienta le prove! E poi… Se proprio la vogliamo dire tutta, é tua moglie che ha infranto la legge più volte. Ci sono gli estremi per frode e violazione della riservatezza della corrispondenza postale, nonché della protezione dei dati personali. E mo che vuoi da me? Un consiglio professionale? Denunciala… Oppure, no, aspetta! Risparmia l’energia (e i soldi) per l’imminente divorzio!

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“so en tollpatsch”, story of my life – part 1

oooooooooook! wieder en pinlechi-antonella-szene! OMG… warum… why, god, whyyyyyyyyyyyyyyyyyyy?! *siiiiiiiiiiing* nei, es wird nid gsunge. no nid!

büro. fasch 9i. bi scho sit fasch 1.5 std. do. vergäbens. schlofe ir letschti schlächt. bi so halbwägs verkältet. mini stimmbänder tööne eher wie verstimmti saitene vore gitarre, es kribelet ir rache-gägend (genau hüt, huere scheiss… holy butterball) und ganz ehrlech: i glaub ig wirde eifach alt. so mängisch abgmacht die wuche, so mängisch spoht is bett (z.t. isch es nid mou mis bett gseh, sondern es sofa oder en luftmatratze)… ig ha entschiede. bi alt.

aber ebe. ig bi im büro, mittlerwiile isch es 5 min. spöter und es foht mer afo dämmere, wieso ig zu nüd chume: ha d ufmerksamkeitsspanne vore eintagsfliege wo no aues wott gmacht ha a ihrem gross tag! well… ebe… büro. verkältet. igmummlet. gseh us wie vo nere dogge verkätscht und de wieder usegspuckt. mini läbenslust isch irgendwo zwüsche “gaaaar nid” und “o gott, wie bin ig überhaupt bis is büro cho?”

plötzlech. en liechtstrahl. en vision. öppis wo mi loht la straaaaaaahle: üse ferdinand* chunnt ine und versprüht sie charm links und rächts. ferdinand = en grossgrotnige teddybär mit unwiderstehlechem chouchou-faktor! äääääääh… aber är hockt immer dört hingere, mensch. dä gseht mi jo chum, do i mim desolate eggeli wos so düster isch. aber. wenn ig so besser nochedänke. isch es villicht nid mou so schlächt. so wie ig hüt usgseh. nei. entschiede: besser so! cha ne vo der färni beobachte. chume mer vor wie en jäger. haha.

chefin rüeft mi. uffff… muess jetz glich ufstoh und är wird mi glich gseh, wüu die hockt genau rügge-à-rügge mit ihm. mensch! muess das sii? ha doch entschiede, dass är mi hüt nid seu gseh! ok… setz es lächle uf. irgendeis. jo. ok. dä isch guet. los. hallo. huhu. jo. guete morge! oooooh… am liebste möchte ig ne knuddle. dä isch mer suspekt. zu süss. hm… mini faghag-antenne verspüre zwar ke schwöster-allarm. hm… okay. är isch es nid. är isch en hetero wo eifach süess isch (villicht gits no es paar vo dene wo so als unlimited editon i de 70er und 80er härgstellt worde isch). luege ne a. “aues guet?” und ig “ja danke. hahaha…” natürlech isch nüd guet, mann… gsehsch nid guet!?

und denn passierts: är lächlet. ig wott mi a chlii schrank stütze wo näb mer isch, dört druf isch aber e schniiidmaschine wo ig säubstverständlech nid gseh ha (bi aber sicher dass die scho siit johre dörte stoht). ig hebe mi anstatt am schrank a dere scheiss schniidi, schliifere mit dr hand us, aues gheit a bode und es git en riese-mega-more-gstürm. bang. bung. peng. kreisch. padabooooing. aues a bode. natürli luegt alles. natürli lacht alles. antonella. immer sie. natürli. ig bis jo wieder. dr tollpatsch. ja. thaaaat’s me. whatever. dehaut. mi interessiert eifach nur wie är reagiert…

… als absolute gentleman (i säge das isch mer suspekt) stoht är uf und hilft mer alles ufzläse. “isch doch nid so schlimm.” neneeeei… das meinsch aber au nur duuuu!!! ig bi wieder en mega elefant im porzellanlade! brummiger als jede 7. zwärg gohn ig wieder a mi platz zrugg; wott eifach nümme drüber noche dänke und hoffe, dass aui vergässe, dass ig wieder mou ha müesse zeige wie unglaublech liechtfüessig und durchuus herrin über mein körper bii!

aber nei. es wird immer no glächlet. gwitzlet. aber wieso bin ig überhaupt ufgstande? ehm… shiiittt… hähähähä… daaaarum stoht d chefin sit 3 minute und luegt mi a… ja, i chume. sorry. hähähä… “antonella. du bisch so en tollpatsch.” würkli? tell me that again!

* name von der redaktion geändert

Faccio outing: Sono oldskool!

Ebbene sì, esco dal riserbo: sono abbastanza vintage.

Avvolte.

La mia agenda, ad esempio. È fatta di una comunissima carta riciclata e (finta) pelle. Non uso ne l’iPhone ne l’Outlook per segnarmi gli appuntamenti, ma una specie di filofax formato XXXXL (pressappoco la taglia che portavo na volta). Si, ho un diario „taglia forte“! Ho sempre trovato piacevole fissare su carta anche solo un’impressione, un commento. E poi: é più immediata all’utilizzo. La tiri fuori e scrivi. E il mio diario… Oppure no… É un bloc-notes… Beh… Magari é un po’ un miscuglio di varie cose. Una sorta di segna-appuntamenti più o meno importanti, annotati rigorosamente con la biro. Blu. In più funge come praticissimo portaoggetti. E anche il posto dove incollo tutti i biglietti del cinema o dei concerti, dove ripongo disegni dei miei nipotini (tutti acquisiti) e foglietti che potrei anche cestinare, ma che per un motivo o per l’altro poi alla fine non faccio mai… Poi, ci sono liste, brainstorming e annotazioni sui post-it, che sembrano arrivare direttamente dal dopo-guerra, accartocciati all’inverosimile. Un allegro raduno di colori sgargianti, scarabocchi e ghirigori! Un posto dove (visto che mi rifiuto a usare la matita) ci sono un mucchio di pastrocchi e di conseguenza, si é accumulato tanto di quel correttore a nastro, che sto seriamente pensando di diventare azionaria onoraria della Tipp-Ex.

Lo so che questa situazione non si addice ad una ragazza moderna, una che sta vivendo nel delirio di questo 21. secolo. Lo soooo, che quando prendo fuori la penna e la „bibbia“ come la chiamano i miei amici, i facepalm si sprecano! Si, perché  sembra che il tempo abbia fatto un passo indietro nel tempo a quando nel Colosseo bazzicavano ancora i leoni. Ma, insomma… Semplicemente non mi fido al 100% di quello che hanno congegnato Steve, Bill e soci! Quindi, affido il compito di assistere il mio cervello (della misera dimensione di uno scarabeo stercorario) alla carta. Anche se al lavoro uso Outlook… Well, accetto con riluttanza quanto mi viene imposto. Ma tanto che mi frega? Io riporto tutto sull’agendona cartacea, meglio conosciuta come “la vera, ed unica copia backup”! 🙂 Ammetto che avvolte, quando mi manca il tempo le mie annotazioni hanno le sembianze di antichi geroglifici e per decifrarne il contenuto mi servirebbe l’aiuto di Robert Langdon, il professore di Harvard ne „il codice da vinci“. Ma, modestia a parte, penso di non avere una cacografia… Avete presente? Parlo di quelle calligrafie mostruose da dottore che quando segna qualcosa sulla ricetta, non sai se sia poi tanto umano quello che ha scarabocchiato sul papiro o se é un messaggio che manda alla sua astronave madre aliena che l’aveva abbandonato sulla terra per farsi venire a riprendere.

Ma forse, forse prima o poi mi deciderò a fare il salto e passare alle agende elettroniche. Chi lo sa? Penso che stilerò un elenco dei pro e dei contro… Magari su un foglietto… Uno di quelli che smarrirò nell’agenda. E voi? Siete antiquati o più alla moda?

Someone like you, Adele.

„Verdammt…“, ja, fluchen wird mir eh Nichts bringen, ich weiss… *augenroll* Ich wollte doch nur zwei Tickets für das ADELE-Konzert bestellen, aber die Homepage ist – selbstverständlich – von einer Fans-Herde überrollt worden, die auf „Kriegs“Beute aus ist. Und trotz dem angekündigten Zusatzkonzert und somit eine zweite Chance eines bzw. zwei von den 13’000 Tickets zu ergattern, steht mein Glück unter keinem guten Stern, nope… Dann werde ich sie weder sehen noch hören, SIE, Adele, meine Muse, meines Erachtens, eine der besten Stimmen des 21. Jahrhunderts. Pech? Well… 20 Minuten nach dem online-Ausverkauf, poppen die ersten „offiziellen Reseller“, Profitmacher und Konsorten auf den gängigen Internet-Auktionshäuser auf. Der Preis? UNGEHEUERLICH. Drei- oder sogar Viermal so hoch! ÄÄÄÄHHHHHHHHH… Sag mal? Sonst noch was? Adele, ich liebe dich, aber diesen Halsabschneider gönn ich einfach keinen Cent!

Darum hatte ich mit diesem Thema (mehr oder weniger) abgeschlossen… Bis. Bis ich zum Glück Geburtstag hatte im Januar. Meine Freunde (ICH HAB SO TOLLE FREUNDEEEEEE) und meine Familie (NA GUT, MEINE FAMILIE IST AUCH NICHT SCHLECHT) konnten es irgendwie doch noch geschehen lassen. DAS WUNDER. Dank der Mühe, der Geduld und der durchaus grosszügigen Gesten aller Betroffenen, sass ich am Dienstag, 17. Mai 2016 im Hallenstadion und wartete gespannt auf der ersten Note von „HELLO“… Oder wie Sie es so toll sagt: HELLOOOUUUU…

Und da! Heilige Adele Laurie Blue stand ein paar Meter von mir entfernt. Ich wusste nicht ob ich weinen, lachen, mich freuen oder ob ich einfach mal mit dem sabbern aufhören sollte. In der Hitze des Gefechts behielt ich (natürlich) keinen kühlen Kopf und schrie aus voller Kehle: „ÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄH… I love you!“ drauf los! Na gut. Gehört hat sie mich sicher nicht, denn leider hatten diese überaus originelle Idee noch weitere Tausend Zuschauer. Somit gab ich die Illusion, dass sie mir „meeeee toooooo“ von der mittleren Bühne des Hallenstadions zurückkreischen würde, nach und nach auf.

Nach der ersten Euphorie und einem dramatischen Schwindelanfall (we love drama, isn’t it?!), konnte ich mich ziemlich beruhigen und lauschte zwei Stunden lang einer aussergewöhnlichen Stimme, die für mich viel mehr als nur die Lieblingssängerin ist. Sie konnte mich mit Ihrer tiefen und kräftigen Stimme, ihrer Geschichte, ihrer Einstellung zum Leben und dem britischen Charme in ihrem Bann ziehen. Ja, die freche Tottenham-Göre mit dem ansteckenden Lachen (dreckig und keck) und den sehr femininen Rundungen, war atypisch und ich konnte mich mit dieser Andersartigkeit sehr wohl identifizieren. Ihre Songs sprechen mir aus der Seele und diese Melancholie in Ihrem Liedgut ist reine Poesie. Es ist eine positive Traurigkeit! Und nein, zu keinem Zeitpunkt wenn ich ihr zuhöre, ist mir in den Sinn gekommen eine verzweifelten Tat zu begehen (like Pulsadern aufschneiden oder mich von einer Brücke zu stürzen). Warum denkt man das immer von nachdenklicher, besinnlicher Musik?

Mein „Rumor has it“ war auch dabei und andere Lieblingsstücke wie „To make you feel my love“ (nein, heul nicht… sie heult… sie heult… okay, dann heule ich auch) oder „Someone like you“ (dieses Scheissgeheule… ich habe einfach inkontinente Augen…). Aber auch die neuen Meisterwerke wie Chartstürmer „Hello“ und das freche „Send my love“ habe ich mit ihr und den restlichen 12’999 Konzertgäste, mitgesungen!

Good vibes. Gefühle. Musik. Passion. Dankbarkeit.

„Should I give up or should I just keep chasing pavements
Even if it leads nowhere?
Or would it be a waste even if I knew my place
Should I leave it there?“
(nope.)

An old tradition: The Eurovision Song Contest

Stockholm, 2016
COME TOGETHER

I really must say, I liked a lot of songs this year (which is very aberrant to me). It was the Eurovision of insane energy, immense emotions and some of big, bigger, may I say, the biggest quiffs I have ever seen.

Please: This is not a ranking list or a professional and serious review. I’m not in that position. They’re just a few of my absurd considerations about the show me, Ben & Jerry were watching at. Here we go:

 

For Belgium: Laura Tesoro
„What’s the pressure“ (Listen to the beginning part of the song… Reminded me to „Another One Bites the dust“ by the Queen)
Old-School up-Tempo Funk but in a modern act.
The Brussels sprout with italian roots is very refreshing and one can hear and see she obviously like Bruno Mars very much.

 

For the Czech Republic: Gabriela Gunčíková
„I stand“
Possesses an amazing vocal range. Inspiring song. Delicate.
Our Elsa from „Frozen“ is very graceful but actually dressed like a table napkin with an cauliflower-necklace.

 

For The Netherlands: Douwe Bob
„Slow Down“ (why should I, Bob?)
Zack Efron moved to Amsterdam? When was that?
Country style. Contemporary sound. Smooth voice. *wink, wink*

 

For Azerbaijan: Samra
„Miracle“
Powerful groove and catchy chorus. Dramatic break-up story, but it’s not a ballad.
Her face: very kardashianish. Her perform: quite inspired by Beyoncé. She has a golden tracksuit and mic. She definitely could be the next Bond-girl.

 

For Hungary: Freddie
„Pioneer“
Now, I definitely want to live in Hungary! Sexy guy in a thermal vest (with a poor cut)
A song about inner struggles. Outstanding voice. I very appreciated the raucous sound. But this whistle-choir, Freddie… No go!
Favorite feature: the tambourin man! 🙂

 

For Italy: Francesca Michielin
„Nessun grado di separazione“ (No degree of separation)
Scratchy but soften voice and song (in original language).
She is a bit too excited this little Snow White with the tree-dress.

 

For Israel: Hovi Star
„Made of stars“ (oh, thanks…)
Amazing singer, vigorous voice. Hypnotizing. Remembers me a bit to an anthem and to Conchitas little brother.
What a quiff… By the way, he is the hairstylist.

 

For Bulgary: Poli Genova
„If love was a crime“ (I would have been in jail for a few years at least)
Very nineties. Cool song. Love the passion and the energy.
Flown in from Gundam, I think, since she is wearing a retroreflector something. Oh, and I definitely want those earrings (not).

 

For Sweden: Frans
„If I were sorry“ (no false hopes: at the end he is not sorry, no)
This very shy version of Jack Dawson from Titanic has a fragile voice.
Natural, cute boy. He makes me smile. Nice rhythm.

 

For Germany: Jamie-Lee
„Ghost“ (where… where?)
Cosplay-time: Looks like she has jumped out of an anime.
Pop-Ballad. Fascinating artist. Relaxing voice.

 

For France: Amir
„J’ai cherché“ (I’ve been looking for) (for me? Please say yes!)
Joyful. Modern voice meets catchy tune, ergo: an absolute triumph.
Très charmant! An expressive young man. Just one thing to your hair: wrong softener, Amir! 🙂

 

For Poland: Michal Szpak
„Color of your life“
An explosion of energy especially in the chorus. Terrific.
The impenetrable captain Hook has a powerful voice.
Will he ever find Neverland?

 

For Australia: Dami Im
„Sound of silence“
Amazing vocals; big voice for such a tiny australian manga girl.
Kinda (too) elaborate costumes… It’s not a dress, it’s a galaxy!
Wicked stage design.

 

For Ciprus: Minus one
„Alter ego“
OMG: Rock-ish energy. Sympathetic squad.
Completely mad guys and the craziest one dyed his beard in turquoise (good choice dude, fits with the stage lights)

 

For Serbia: Zaa Sanja Vucic
„Goodbye (Shelter)“
Dramatic rock ballad and an intense interpretation. And she was almost moved to tears.
Didn’t get this dress, but her necklace emitted its own light.

 

For Lithuania: Donny Motell
„I’ve been waiting for this night“ (Okay then, it’s your turn and the stage is yours!)
… Yeah, he did rock it, regardless the straitjacket he is wearing.
Modern and strong voice.
A Lithuanian Justin Bieber with an eighties-quiff.

 

For Croatia: Nina Kraljić
„Lighthouse“ (obviously she dedicated that song to the Jehovah’s Witnesses)
Unique interpretation, though her voice has a similar timbre as Dolores O’Riordan (The Cranberries).
Magical.
May I say, she looks like a manic samurai?! lol

 

For Russia: Sergej Lazarev
„You’re the only one“ (They all say so)
The black Icarus.
Nice voice, catchy song… But I admit, that I really focussed on that amazing show. I honestly didn’t get how he was climbing this steps popping out of the wall…

 

For Spain: Barei
„Say yay!“ (YAY)
An up tempo, feel-good song.
Spanish effervescence and emotional vibes.

 

For Letland: Justs
„Heartbeat“ (… a song for cardiologist (lol))
Strong voice.
Prince charming in a cool rock format.

 

For Ukraine: Jamala
„1944“
Soul voice, very mystical. Complicated vocal technics.
A intense, suffering song dedicated to her grandmother.
WINNER-ACT!

 

For Malta: Ira Losco
„Walk on water“ (I can’t, I’m not Jesus)
You can dance your socks off to it.
The LGBTI-rights advocate is clearly expecting. Anyway, that doesn’t prevent her from wearing a breathtaking dress.

 

For Georgia: Nike Kocharov and Young Georgian Lolitaz
„Midnight gold“
A rock-bomb with their very own special and creative style.
Unfortunately, a genre which is usually not very considered in this sphere.
Oh, and the bass player bear a resemblance to Oasis frontman, Liam Gallagher.

 

For Austria: Zoé
„Loin d’ici“ (Far from here)
Aaawww… A french-speaking Empress Sissi.
A quiet, sweet song full of positive vibes.
Amazing stage setting that takes the audience on a journey in a colorful fantasy world.
Good and sweet like a Sacher cake.

 

For United Kingdom: Joe and Jake
„You’re not alone“ (Trust me, we all are)
Catchy modern pop style.
In 2015 they both participated in the fourth series of The Voice UK and became a duo after the show ended. Vocally the boys are sounding great.
One of the composers is Matt Schwartz (who wrote for many big stars, such as Robbie Williams)

 

For Armenia: Iveta Mukuchyan
„LoveWave“ (don’t drown 😉
Whispery at the beginning turn into a powerful lovesong.
Great show, nice voice, but in one or two cases fails to reach high pitches comfortably. Anyway, I don’t think people noticed that; people remained certainly blinded by the beauty of this armenian catwoman with the most perfect cheekbones I ever seen.

 

Congrats to the Ukraine. Very well done!

BE YOURSELF… O meglio: evitiamo il “copia/incolla” della personalità

Avere una personalità di questi tempi é come una manna dal cielo, averne una autentica, originale, poi, é un episodio piuttosto raro, quasi come avvistare un merlo bianco.
Dopo aver passato i migliori anni della mia vita a stare ben attenta a non deludere le aspettative degli altri e a inquietarmi sul cosa avrebbero mai potuto pensare di me e del mio operato, ho deciso di uscire allo scoperto. Non volevo più reggere il lume e sopratutto non mi sarei più subordinata. Avrei presentato la mia personalità al mondo intero. Così com’é. Una sorta di striptease dell’anima. Sapevo di dover fare i conti con tanta critica, perché é noto che chi si sbilancia (e ha una propria opinione, anche se a partorirla é un cervello piuttosto marcio come il mio) é soggetto ai giudizi della gente. Ma meglio così che restare una lettera morta.
Questa é la strada dunque… Bene. E mo? E difficile seguirla senza una mappa o delle istruzioni… E non c’é Google che tenga. E se chiedi in giro, il consiglio d’oro che ti danno é „sii te stessa!“ Si, ma come? Come si fa? E poi: In che modo io posso essere me stessa se tutti ti fanno comunque sempre sentire fuori luogo e indispensabile come la maionese nella Sacher?! E siccome la bussola proprio non riesco a capirla e le mappe le lascio ai provetti Jack Sparrow, ho pensato a delle facili affermazioni, una sorta di „formula magica“ da ripetere come fosse un misticissimo mantra!

1) „Perché io valgo!“ Anche se lo shampoo della l’Oréal mi fa venire la psoriasi su tutta la cute, il loro slogan, é al quanto salubre. Vivilo.

2) „Ricorda di osare. Sempre.“ Ascolta il tuo istinto. Nelle migliori delle ipotesi hai fatto qualcosa di fantasticamente TUO. Altrimenti. Niente. Ti sei lasciato sfuggire una grandiosa occasione di annoiarti, di martellarti con le paturnie del tipo „e se ci provavo? e se… e see…?“. Basta avere a lingua in bocca. E io c’é l’ho! 
3) „Fai pace… In primo luogo con te stessa!“ Basta rimorsi. E che noia. Esercitare la mortificazione o darsi delle immaginarie frustate sulla schiena é energia sprecata. Quello che é successo non mi definisce, anche se non dimenticherò mai, devo viverci insieme, usarlo come un motore e convertirlo a mio vantaggio.
4) „Sii consapevole dei tuoi difetti!“ O mio dio, da dove comincio? Ne ho tanti, tantissimi. In enorme quantità. Ma li conosco tutti e cerco di tenerli a bada. Ripeto: cerco! 🙂 A cominciare dalla mia leggerissima indole „fumantina“. Hahahahaha… L’understatement del secolo. 
5) „Riconosci quand’è ora di cambiare!“ E di muoversi. Oh, per capire questa c’é voluta l’ira funesta di un cazziatone mai più finito. Però ho afferrato il concetto: E solo quando esci fuori dalla tua „comfort zone“ che incominci a sfidare l’attore principale della tua vita. Tu. Quindi smetti di fare la pentola a due manici e datti na bella mossa. E magari nel momento più giusto che esiste: ORA!
6) „Rispetta gli altri!“ Okay. Questo é sottinteso. Sempre e comunque.
7) „Paragone: No grazie!“ Non ti paragonare ad altre persone. Non farà altro che aumentare la tua frustrazione. Concentrati invece su cosa fa di te quello che sei. Osho diceva: „Tu non puoi essere altro che te stesso. Allora rilassati. L’esistenza ha bisogno di te così come sei.“
8) „La gelosia / l’invidia è veleno!“ E il veleno non é che sia proprio una mano santa per il nostro organismo e per la propria pace dei sensi. Posso affermare in modo abbastanza tranquillo di non essere particolarmente invidiosa (tranne di quelle che non devono mai fare la ceretta alle gambe, decolorarsi i peli delle braccia e labbra e spennarsi le folte sopracciglia à la „foresta nera“ una volta alla settimana). Però so tanta gente lo é. É invidiosa, non pelosa. A questi posso solo dire: trasformate questo sentimento in ammirazione. E sopratutto: MAI TEMERE CHI COPIA E CHI PRATICA L’AUTOCELEBRAZIONE (senza mai fare i fatti), é solo una dimostrazione d’incapacità ma anche di inadeguatezza.
Last but not least: Non sarei mai arrivata a declamare i miei otto comandamenti se non fosse stato per l’aiuto, la protezione, l’amore e sopratutto la pazienza di Giobbe, delle persone sincere, vere e sopratutto benevoli che mi stanno intorno. I miei amici (quelli leali), i miei angeli custodi che nonostante la mia nota testa di ca**o, non hanno mai smesso di supportarmi, sopportarmi, incoraggiarmi, amarmi e credere in me. Sono stati talmente convincenti che quasi quasi mi do una chance anche io! 😉
PS: Un ringraziamento speciale a Dani per l’ispirazione! xxx

nicht die feine englische art.

flug basu-london.

status: in a relationship with extraordinary excitement!
ergo: mega fröid… ändlech wieder london. ändlech wieder chlei „heimatluft“.

die wo näb mir sitzt foht mit mir a schwätze: blablablaaa… us aarau. blablablaaa… 27gi… blablabla… müed. hm. goht uf london wäg dr perfektionierig vor sproch. isch no nätt (han ig denne no gmeint, pf). chlei z exentrisch han i s gfüehl, aber… ja nu. sie redet nid vüu. muess schlofe. het am nomi no unterricht. sie muess no e monet schuel hinger sech bringe… ha sie aber ghöre rede. eeeeehm. ig dänke es bruucht e chlei meh as ei monet, damit sie sech in an acceptable way cha usdrücke. aber ig säges ihre nid. wott se jo schliesslech nid brüskiere. ig. sie. aber sie isch do eher angersch drauf. ja.

mir stiige vom flüger und nähme zäme d shuttle und dört foht sii a: “weisch bi ebe nur kurz über s weekend deheime gseh zu mim maa… är isch ebe kubaner, mega e schöne. är isch agsteut bire gueti schwizer firma. isch ebe mega schwierig für usländer so ne guete job z finge. aber ig bi sooo froh bringt är sini 6000 stutz hei. jaaa… und duuu? hesch e frönd z london?”, frogt sie mi hämisch, fasch as wott sie mer z verstoh gäh, dass sie mer nie wird abchoufe, dass ig e frönd ha – ig loh mi aber nid loh fertig mache:

“JA.“, wow… wie us dr pistole gschosse, „är het ebe scho überau chlei gwohnt! und isch immer unterwäx uf dr wält.” lüg ig ihre fräch vor.

“oooh. isch är de vo london säuber?”

“ursprünglech us dr karibik!”, lüg ig weiter.

und denne chunnts: “weisch, i glaube ebe nid dranne, dass sörigi manne nur eini wo dick isch uswähle um a schwizer pass z cho. ig bi ebe meeeeega dick gseh mou. so wie du. oder villicht chlei dicker. und ha ihn ebe denne so kenneglernt. aber jetz han ig abgnoh, weisch är isch ebe soooooo schööön! ha nid weue dick und hässlech näb ihm stoh (natürlich. die 2 sache göhre  au immer zäme, of course) ig ha ebe mit ihm zäme agnoh… gaaaanz natürlech”.

aha.

nice. jetz wos seisch… gsehsch sehr müed uuus… het dini super diät nüd gäge fäutli und augeringe chönne häufe?

whatever.

“hm. weisch bi mou dopplet so dick gseh. är het mi denne no nid kennt! und wenn scho: IG wott sini papiere… är het ke interässe ir schwiz z cho und ig au nid eigentlech dört z bliibe. wott scho lang uswandere… und mittlerwiile han ig usegfunge, dass mi d schönheit ohni substanz überhaupt nid interessiert, völlig überbewärtet. gähn und so… aber ig weiss dass jede so sini prioritäte het…”

“uswandere? do häre? das chan ig nid verstoh…“

äuä. du verstohsch das nid… nei. säg.

aber de lallet sie witer: „jo. mir wette ebe scho lang kinderlis ha…” (het mer irgendwie gar nid zueglost: what the fuck?) “… und du? wottsch du keini kinder?”

“doch. doch. *schwärm* ig liebe kinder, möcht nüd liebers as…”,

aber natürli, nimmt sie sech d freiheit use mi z unterbräche. fiinfüehlig wie sie nun mal isch, kotzet sie: “aber de muesch de langsam gas gäh… 35 isch allerhöchsti iisebahn!”

i’m definitely not amused. und i glaub sie wott unbedingt e schlag z mitz ir frässe.

„jo, i dänke ebe dass ig nid eifach so mit 16 es kind ha weue uf d wält bringe, wüu ig ebe gäbig jung gseh bi, und übrigens au nid mit irgendöpper… mit 40 muetter wärde isch ke sälteheit meh.”

“hmhm. und was bisch du vo bruef?” (scho wieder so ne abrupte themawächsu)

knapp: „agsteuti. und du?”

„ärztin ir psychologischi betreuig… weisch, genau so lüt chöme zu mir wo wie du en OP gha hei. du hesch sicher en OP gha gäu…? könne niemmer wo d hälfti vom eigete körpergwicht verlore het ohni ungerstützig vom magebypass…”

WAAAAAAAAT? SAY THAT AGAIN? BETREUIIG?

“ohhh… du leistisch PSYCHOLOGHISCHI UNTERSTÜTZIG? ig bi mer sicher du machsch din job SUPER. bi dere offehärzigkeit. und nei. es isch komplimänt gseh. jo, han en bypass… aber by the way, isch au so ke spaziergang, glaub mers. heb e schöne ufenthalt. due fliisig lerne.”, BITCH. vor auem i de fächer EINFÜHLUNGSVERMÖGEN, SENSIBILITÄT und EMPATHIE hesch vüu nochezhole.

no comment.

#NoMoreFigureDiMerdaOQuasi

volo basilea – londra. ma quant’é ficus non dover chiedere più la prolunga x la cintura di sicurezza nell’aereo e anzi dover perfino accorciare quella del sedile stesso?! per la serie: che-bello-evitare-imbarazzantissime-domande-degli-zelanti-steward, tipo:

“porta un bambino con se?” (si, certo. si chiama casper, ecco. perché non lo vedi?) “no, non porto infanti con me e giusto per levarti ogni dubbio: non sono nemmeno incinta, sono solamente ricca di adipe. me la dai sta cosa o hai deciso di farmi salire la bile, cosí, just for fun oggi?”

ed eccolo l’occhio di crotalo mezzo schifato e mezzo attonito dalla mia franchezza… si, lo so… può sembrare una cosa da niente ma vi assicuro che il confronto con troppa gente becera e perfida può demoralizzare.