Vita da pendolare.

Lunedì mattina (la premessa dice tutto).

In treno.

Entra un bel fustacchione. Non bellissimo, più un „tipo“, uno di quelli che piacciono a me insomma. Un „non-bello“ o comunque uno con un dettaglio imperfetto (almeno agli occhi della società ma non agli occhi della sottoscritta, che trova queste imperfezioni degni di venerazione)!

Beh, insomma… Ogni tanto rischio una sbirciatina, anche perché, come premesso, essendo un lunedì, avevo le mie mille paturnie! *mattinata uggiosa del cacchio*

Quindi ho pensato bene di rallegrare la mia giornata guardando quello che la vita mi offre (almeno quello…) Usciamo tutti e due alla stessa stazione.

Lui mi fissa e incomincia e prende fiato. „O MIO DIO, O MIO DIO“, penso tra me e me. Forse, foooorse… Chissà… E-ancora-non-riesco-a-finire-di-pensare-quello-che-mi-sarebbe-piaciuto-pensare-si-potesse-avverare, che lui mi tronca le gambine dicendomi:

„Guarda, che non c’é trippa per gatti. Non sei il mio tipo!“

Rimango un tantino allibita, ma più che altro perché lui, il cretinoide, si é rivolto a me in italiano… No, dico: c’é l’ho stampato sulla fronte? Vabbé… Intanto la mia faccia, velata di un lieve disappunto, é in modalità „freeze“ e oltretutto perdo la padronanza temporanea del mio apparato locomotorio. Ma per fortuna mi riprendo subito e penso alla mia prossima mossa. Dunque. Cosa potrei dire o fare, per farlo sentire un’ebete qual’é? Potrei dire: „Beh, sai cosa c’é? C’é che nemmeno tu sei tantissimissimo il mio tipo. E il motivo per il quale ti stavo fissando é perché avevi il mocio del naso… Tra l’altro: é di un colore improponibile.“

Ma a chi la do a bere? Certo che lo guardavo, ma mica m’immaginavo già fiori d’arancio! Era un semplice sguardo da “wow, che figo, grazie per avermi addolcito l’amara pillola dell’inizio settimana„ e se nn fosse stato talmente fesso, avrebbe afferrato il complimento. E invece, l’incantesimo é svanito appena ha aperto la bocca per fare arieggiare le tonsille.

Sai che ti dico caro il mio “bel” sconosciuto? Sarai pure carino, ma mi é calato talmente il latte da quando hai proferito verbo, che la mia prole la dovrò nutrire col latte in polvere… E quindi la prossima volta, sarò io a non degnarti di uno sguardo. E no, magari non sono il tuo tipo, per carità, ci stà, ma sono comunque una signora e non ti dico dove dovresti andare a farti un bel giro, brutto sacco di supposte!

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