“Due cose sono infinite: l’universo e la stupidità umana, ma riguardo l’universo ho ancora dei dubbi.”

– Forte dubbi anche da parte mia, caro Albert. E quel ché peggio è che ogni giorno questa stupidità viene esibita davanti ai miei occhi con tale spudoratezza che per il mio intestino sensibile è nella top five dei motivi che mi provocano il vomito e la dissenteria in stereo. Con crampi e gonfiori di pancia annessi, of course, che ti lasciano sulla tazza con la testa china sul lavandino per ore… Mentre per questa gente è proprio il contrario. Soffrono di stipsi. Al cervello. Roba che per colpa di questa neuro-congestione diventano paonazzi e rischiano di soccombere ad una tragica implosione. Che in questo modo i neuroni possano tornare al posto giusto e le loro menti cafone riorganizzarsi ed evolversi? Premessa:

Sono sempre stata una ragazzona, una pienotta insomma. Pingue. Una di quelle che al mare stanno con l’accappatoio o avvolta nell’asciugamano quando stanno in spiaggia o, in sordina, spariscono in acqua. Il tutto pur di non dare tantissimo all’occhio, anche se visto la stazza non é proprio facile passare inosservati. No, non ho mai provocato un alta marea, ma di battute del cocchio di questo tipo ne ho sentite a bizzeffe. Sono stata anche più di pienotta. Credo si chiami „obesità“. Quella seria, con la quale ti puoi giocare la ghirba. Problemi di adiposi ne ho sempre avuti, penso proprio sin dal concepimento o se possibile anche prima.

In 31 anni di vita me ne hanno detto di tutte, di più e oltre… Se incominciassi ad elencarli tutti farei un baffo a Tolkien con il suo romanzo chilometrico sulla terra di mezzo, nani, anelli e compagnia bella. Quindi mi limiterò a due situazioni (per il momento; ma penso che si sia notato il fatto che sono soffro in modo sproporzionato di logorrea acuta… Questo farà si, che ritornerò su questo argomento anche in futuro):

Olten. Svizzera. 5 del pomeriggio. Afa. Ammetto che é da tanto ormai che mi sento insultare causa la mia ciccia. Ma in tutto questo tempo, non dico “evolversi”, perché per questa razza buzzurra di cercopitecho fesso é impossibile pensarlo, ma un minimo di creatività me la sarei aspettata. Che delusione. Comunque… Esco dal chiosco con un gelato in mano (fanculo la dieta) e questi quattro esemplari stavano li. Mi guardano. Si guardano tra di loro. Poi il capobranco si appresta a partorire il suo pensiero (pensiero… mah…) „Heeey… trippona! I gelati fanno ingrassare!“, io penso subito che é proprio carino a preoccuparsi della mia salute, ma le risatine meschine da parte dei suoi compagni di pulci mi hanno fatto pensare che forse si trattava di un insulto bello e buono! Quindi mi sono semplicemente girata, ho dato un occhiata alla miseria di “uomini” che mi si presentava li davanti e lentamente in modo che potessero captare appieno le mie parole ho risposto: „Bravo. Ma sei un genio. Si, il gelato fa ingrassare. ma vuoi mettere una bella panza piena e felice a quella testa di cazzo che porti in giro assolutamente priva di materia grigia come la tua?!“, non penso che abbia capito. Aveva lo smarrimento negli occhi. Dopodomani quando le sue sinapsi avranno fatto il proprio lavoro (scommetto che nel tempo libero queste non facciano i velocisti) capirà. E quando avrà capito s’incacchierà taaaanto…

Berna. Svizzera. 6:30 del mattino. Buondí. Buongiorno a tutti, buongiorno Mondo, buongiorno sole (sole… cosí si fa x dire) Comunque: ah, sia ringraziato il cielo mi sveglio e sono sana! Con questa positivà donatami da chi sa chi, esco di casa e mi avvio verso la stazione. Fuori non é freddissimo, anzi. In mano ho la mia borsa e una piccola busta del „Chicorée”… No, non una busta de cicorie da fare con le patate, ma una busta della nota catena svizzera di negozi d’abbigliamento. Ebbene. Io mi sto facendo beatamente i cavoli miei (tanto x rimanere nell’argomento verdurolo che sicuramente avranno le loro proprietà benefiche ma secondo me: vomitevoli). Mi viene incontro una ragazza con una borsa da urlo, vestita bene e truccata anche meglio. Evidentemente ho a che fare con una fashion blogger… Ammirando il suo portamento armonioso, accenno un sorriso come a dirle “complimentoni, alla grande” lei non solo non ricambia il saluto ma mi fredda vessandomi con una frase tipo (si, tipo stronza): „Haha… vai in giro con quella busta. Ma cosa vuoi comprare tu in quel negozio?”, con un orribile protervia… (x tutti quelli che sono all’oscuro di questa notizia di prestante attualità: il negozio in questione vende vestiti che vanno dalla XXXXXS al massimo la S, tipo che se cerchi una L ti segnalano a greenpeace come cetaceo in via d’estinzione) Insomma, la tipa con un fare abbastanza seccante e molto infastidita dal mio essere, si allontana. Ora. Si, mi si era bloccata la crescita per qualche secondo MA la malcapitata non sa che dopo la concitazione con una battuta del genere m’invita a nozze: „Scusa… E il negozio dove ti rifornivi di pezzi di ricambio per quel cervello a buon mercato che ti ritrovi quand’é che é stato chiuso? Aripijate…”

Advertisements

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s